In seguito all'articolo pubblicato dalla testata telematica "Il Ponte" in data 28 Giugno 2009 dal Sig. Claudio De Luca titolato "Un blogger non ha diritto all'anonimato" mi preme fare un pò di chiarezza.
Partendo dal presupposto che la testata online "Il Ponte" è ben diversa da un blog e che per la vicenda citata dall'autore non sembra essere chiaro se e quali provvedimenti disciplinari pendano sul capo del signor Horton (fonte http://news.bbc.co.uk/2/hi/in_depth/8103132.stm) vorrei spiegare come opera il sistema telematico di internet e perché la testata in questione non potrebbe in nessun modo operare contro l'anonimato.
Immaginiamo di inviare una lettera, con specificato un indirizzo mittente che non identifica la nostra persona ma che noi abbiamo scritto. Il destinatario avrebbe modo di identificare il mittente?
Da questo banale esempio si evince chiaramente l'inattuabilità di ogni forma di censura mirata a combattere l'anonimato.
Volendo andare più nello specifico, ogni commento inviato ad un blog o ad una testata viene moderato da un amministratore che decide cosa pubblicare e cosa non pubblicare.
In caso di reato gli enti preposti ai controlli farebbero riferimento, nel caso specifico de "www.ilpontemolise.it", dapprima al Sig. G.D. Caterina che risulta essere l'Admin Contact e poi ad "Associazione Culturale Il Ponte, ContactID: ASSO25024-ITNIC Via Nobile 11 Campobasso 86100 CB IT (data ,questi, reperibili pubblicamente da qualsiasi servizio di Whois sul web)".
In caso di reati gravi si dovrebbe procedere all'identificazione dell'indirizzo IP del commento (cosa inutile sulla quale non mi dilungherò, per approfondimenti cito: http://punto-informatico.it/2501675/PI/Commenti/ip-unico-farsa-dell-ip.aspx), cosa che avviene solo in seguito alla richiesta di accertamento del giudice competente...
Di conseguenza "Il Ponte" avrebbe un solo modo per evitare l'anonimato: non dare la possibilità di commentare ed esprimere giudizi. Chissà cosa ne pensa il Sig. De Luca, se sarebbe disposto ad adottare un sistema di repressione per tutti per ovviare ad un problema di autostima o viltà di pochi.
Personalmente ritengo che sia compito degli amministratori della testata operare da filtro verso messaggi che commettano un illecito e che la semplice anonimia non costituisca un problema, poiché, in ogni caso, non è possibile stabile con assoluta certezza la paternità di alcun commento, men che meno di quelli firmati.
Nel caso di fattispecie e a riprova del fatto che gli amministratori del sito in questione agiscano in modo non deontologico al solo soddisfacimento d'interessi personali o di parte, è d'obbligo precisare che questo stesso testo, in forma di commento, non è stato pubblicato nonostante non pregiudicasse alcunché.